Fare impresa in Sicilia, con contributo del 90% a fondo perduto grazie al nuovo bando CreAzioni Giovani

Verrà  publicato nei prossimi giorni sulla GURS, il nuovo bando “Creazioni Giovani – lavoro in proprio” che mette a disposizione un milione e 100 mila euro per finanziare le idee imprenditoriali dei giovani siciliani tra i 18 e i 36 anni non compiuti alla data di scadenza dell’avviso.

Per il momento è stato diffuso il decreto che regola su come partecipare al bando.

Il bando intende , grazie ad un contributo a fondo perduto che arriva al 90% dei costi sostenuti fino ad un massimo di 50.000 per progetto, promuovere imprese che siano innovative, competitive ed orientate al mercato, in grado di contribuire all’espansione dei sistemi di welfare territoriale, alla modernizzazione delle politiche di inserimento lavorativo, alla creazione di nuova occupazione e che siano in grado di produrre sviluppo economico, benessere ed inclusione sociale. Si vuole quindi incentivare la nascita di nuove imprese e/o sviluppare imprese già costituite dai giovani, attraverso il finanziamento di progetti che riguarderanno diversi settori volti alla produzione ed allo scambio di beni e/o servizi di utilità sociale. Sono considerati beni e servizi di utilità sociale, quei beni e servizi prodotti o scambiati nel settore dell ‘assistenza sociale, dell’ assistenza sanitaria, dell’ assistenza socio-sanitaria, dell’ educazione, istruzione e formazione; della tutela dell’ambiente; della valorizzazione del patrimonio culturale; del turismo sociale; della formazione universitaria e post-universitaria; della ricerca ed erogazione di servizi culturali; della formazione extra-scolastica, servizi strumentali alle imprese sociali, inserimento lavorativo di lavoratori svantaggiati e lavoratori disabili.

Possono presentare progetti tutti i giovani cittadini (italiani e stranieri), residenti o domiciliati in Sicilia alla data di presentazione della domanda. I soggetti interessati possono presentare domanda come singoli o gruppi informali in caso di costituzione di nuove imprese, o come imprese già costituite in caso di ampliamento e sviluppo della propria impresa.

Nuova impresa: Le domande possono essere presentate in forma singola o anche organizzata in gruppi informali. I candidati dovranno aver compiuto i 18 anni di età alla data di presentazione della domanda e non aver compiuto 36 anni alla data di scadenza del presente avviso. I requisiti di residenza ed età devono essere posseduti, a pena d’esclusione della domanda, da tutti i candidati (sia se la domanda è presentata in forma individuale sia se presentata sotto forma di gruppo informale). In caso di gruppo informale, i candidati dovranno indicare nella domanda di finanziamento il referente del gruppo. In caso di approvazione del progetto, per ottenere il finanziamento, i richiedenti si impegnano a costituirsi in un nuovo soggetto giuridico a propria scelta tra: società di persone, società a responsabilità limitata e società cooperativa (purché idoneo a realizzare le attività previste dal progetto proposto) ed a iscriversi nel Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura territorialmente competente. Il nuovo soggetto giuridico dovrà essere costituito esclusivamente dagli stessi componenti del gruppo informale che ha presentato la domanda di agevolazione.

Sviluppo di impresa: Possono presentare domanda di finanziamento le imprese quali società cooperative, società di persone e di capitali già costituite-e che al momento della pubblicazione del presente Avviso siano in possesso dei seguenti requisiti: – compagine sociale composta per la maggiora.m;a numerica e di quote di partecipazione, da givani residenti e/o domiciliati in Sicilia di età compresa tra i 18 anni e i 36 anni non compiuti alla data di scadenza del presente avviso; – sede operativa nel territorio della regione Sicilia; – di micro e piccola dimensione; – essere regolarmente costituite e iscritte al Registro delle imprese; – non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali.

Le agevolazioni riguarderanno investimenti materiali/immateriali e spese di gestione; nello specifico saranno considerati ammissibili i costi, al netto di IVA, sostenuti successivamente alla presentazione della proposta progettuale e alla comunicazione di ammissione a finanziamento da parte del Dipartimento della Famiglia e delle Politiche Sociali. I soggetti beneficiari, per accedere alle agevolazioni, devono promuovere un progetto che preveda spese per un importo compreso tra i € 15.000,00 e i € 200.000,00 al netto dell’imposta sul valore aggiunto (IVA).

Il limite massimo del contributo sarà pari al 90% dell’investimento totale ammesso, e sarà, comunque, contenuto, in valore assoluto, entro l’importo massimo di 50.000,00 euro (al netto dell’IVA, che non rientra nel finanziamento).

Il progetto, deve essere organico e funzionale, tecnicamente, economicamente e finanziariamente valido e deve riguardare un ‘unica unità produttiva. Sono ammissibili le spese che riguardano: – spese per la costituzione di nuove imprese, (nel limite massimo del 10% del contributo richiesto); – spese per garanzia fideiussoria (ove necessaria per richiedere l’erogazione dell’anticipo del finanziamento concesso a valere del presente avviso e nel limite massimo del 4% del contributo richiesto ); – spese per beni strumentali quali macchinari, impianti ed attrezzature di varia natura (compresi gli arredi), programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa, brevetti, licenze; – spese per l’adeguamento funzionale e/o per la ristrutturazione dei locali destinati all’attività produttiva (nel limite massimo del 35% del contributo richiesto. Inoltre, per tali tipologie di spesa, è necessario dimostrare la disponibilità degli immobili, per un periodo di almeno 5 anni); – spese di consulenza (nel limite massimo del 15% del contributo richiesto); – spese di comunicazione e pubblicità (nel limite massimo del 15% del contributo richiesto); – spese di gestione direttamente collegate al ciclo aziendale (affitti, utenze, costo del personale e dei soci operativi lavoratori, materie prime, materiale di consumo, polizze RCT, etc.) nel limite massimo del 40% del contributo richiesto. Non sono ammissibili a finanziamento le seguenti tipologie di spese: – le spese che non sono pertinenti con il programma di investimento; – le spese che non sono state effettivamente sostenute; – le spese che sono state sostenute precedentemente alla data di sottoscrizione dell’atto di impegno di cui all’art. Il ad eccezione delle spese necessarie per la costituzione di nuova impresa.

Le domande dovranno essere presentate entro 60 giorni dalla pubblicazione del presente decreto in GURS (che dovrebbe avvenire il 29/08/2014).


“Stasera con.. Raffaele Barone – TVR Xenon Caltagirone” del 11 Agosto 2014

dibattito su: C.A.R.A., patto territoriale sull’economia sociale, sindaci del calatino…….

Continua anche tu il dibatto


Dati Istat economia: Italia in recessione, Pil -0,2%.

Roma, 6 agosto 2014 – L’economia italiana torna in recessione tecnica. Secondo la stima dell’Istat diffusa oggi, infatti, il Pil italiano è diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente. Nel primo trimestre dell’anno il Pil era diminuito su base congiunturale dello 0,1% mentre nel quarto trimestre 2013 si era registrato un aumento dello 0,1%. Nel secondo trimestre, su base tendenziale, il Pil segna una flessione dello 0,3% con un variazione acquisita per il 2014 pari a -0,3%. “Il calo congiunturale – spiega l’Istat – è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto in tutti e tre i grandi comparti di attività economica: agricoltura, industria e servizi. Dal lato della domanda – prosegue l’Istat – il contributo alla variazione congiunturale del Pil della componente nazionale al lordo delle scorte risulta nullo mentre quello della componente estera netta è negativo”. Il calo del Pil dello 0,2% è il peggiore da 14 anni a questa parte. Si tratta infatti del livello più basso dal secondo trimestre del 2000. La decrescita acquisita per il 2014, nell’ipotesi di variazione nulla del Pil nei prossimi trimestre, è pari a -0,3%.
BORSA GIU’ – Chiude in forte calo la Borsa di Milano nel giorno della diffusione dato Istat sul Pil del secondo trimestre, che ha sancito la recessione tecnica per l’Italia. Il Ftse Mib, arrivato a cedere oltre il 3%, termina la seduta perdendo il 2,70% a 19.509 punti, mentre l’All Share cede il 2,62% a 20.705 punti. Milano e’ la maglia nera in un’Europa tutta negativa per i timori scatenati dalla crisi Russia-Ucraina. Sul listino, ko le banche e Fiat.
INDUSTRIA IN RIALZO – Dato positivo per la produzione industriale, in rialzo a giugno, dopo il colpo di freno di maggio: su base mensile ha fatto registrare un aumento dello 0,9% mentre su base tendenziale, cioè rispetto a giugno 2013, l’aumento è stato dello 0,4%. Sono i dati rilevati dall’Istat. Per i beni di consumo +2,5%, migliore risultato da maggio 2013 (+2,6%). Beni strumentali, legati alla spesa per investimenti, in aumento del +2,6%, beni intermedi -0,2%, energia +0,3%. Per gli autoveicoli la produzione nel primo semestre è salita del 4,3% rispetto al corrispondente semestre dello scorso anno.


Resoconto riunioni preparatorie per la costituzione del Coordinamento “Si può fare – Per il lavoro di comunità” Provincia di Siracusa

In data 17 luglio u.s. si è svolta la prima riunione preparatoria al fine di costituire anche a Siracusa il Coordinamento Provinciale “Si può fare – Per il lavoro di Comunità”.
Alla riunione erano presenti operatori, utenti, familiari, rappresentanti di associazioni e cooperative che si impegnano nel settore.
E’ stato presentato il documento approvato nell’assemblea regionale di Palermo del 9 maggio scorso e sono stati ribaditi i punti qualificanti su cui si deve puntare per un cambiamento reale del tipo di assistenza che si offre al soggetto con disagio psichico.
Innanzitutto bisogna applicare il Piano Strategico Regionale per la salute mentale ( pubblicato sulla GURS del 15 giugno 2012 ) i cui punti qualificanti in sintesi sono:
1) L’istituzione dei tavoli di concertazione coordinati dal DSM con tutti gli enti e le associazioni che si occupano di salute mentale per costruire insieme il PAL ( Piano di azione locale );
2) Organizzare l’assistenza attorno alla attivazione dei Budget di salute che cambiano radicalmente il modo di intendere l’assistenza non più centrata sui posti letto, ma centrata sui reali bisogni della persona: la casa, il lavoro, il sostegno domestico, le opportunità di inserimento nel territorio etc.
Il Coordinamento regionale ha già chiesto un incontro con l’Assessore Regionale dott.ssa Borsellino per sottoporle il documento e per sollecitarle le linee guida necessarie per fare partire il piano Strategico.
Il Coordinamento Provinciale, appena si costituirà, chiederà un incontro con il Direttore generale dell’ASP per chiedere come si intende muovere con gli strumenti legislativi a disposizione per realizzare i punti qualificanti di cui sopra.
Nella stessa sede un gruppo di giovani utenti ha deciso di intraprendere un cammino per la costituzione della Associazione degli utenti.

Alla fine della riunione è stato costituito un piccolo gruppo di lavoro che si sta occupando:
a) di allargare la platea degli invitati per la riunione di costituzione del coordinamento provinciale che si terrà il 10 settembre alle 18 presso il salone del DSM in Viale tica 39, preoccupandosi di coinvolgere le realtà di tutta la provincia;
b) di studiare i documenti sul PAL, sull’inserimento lavorativo e sui PTI ( progetti terapeutici individualizzati) che sono pubblicati sul sito del coordinamento regionale a cui tutti possono accedere cliccando sul sito: si può fare per il lavoro di comunità;
c) di favorire la costituzione della associazione degli utenti che si riunirà il 3 settembre sempre presso il salone alle 18 per verificare le condizioni della sua istituzione.
Siracusa 05-08-2014 Gruppo di lavoro per la costituzione
del Coordinamento “Si può Fare – Per
il lavoro di Comunità”


Rapporto 2014 sulla povertà e l’esclusione sociale in Italia

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Il Rapporto è stato curato da Walter Nanni, con
la collaborazione di Federica De Lauso
(Ufficio Studi di Caritas Italiana)
Per Caritas Italiana hanno contribuito
alla composizione del testo:
Nunzia De Capite, Renato Marinaro,
Francesco Marsico, don Francesco Soddu

 

INDICE
INTRODUZIONE
La metafora delle false partenze

 Un Universo di disagio alle porte della Caritas:
i dati dei Centri di ascolto
1 | L’origine dei dati
2 | I tratti distintivi delle persone richiedenti aiuto
3 | Grandi e piccoli problemi
4 | Il modello di presa in carico nei CdA Caritas
5 | Zoom su povertà economica e beni materiali 

Evolzione e sviluppo delle nuove forme di povertà,

nel racconto degli osservatori diocesani
1 | I dati possono dire molto. Ma non dicono tutto
2 | Povertà da crisi o “Povertà da austerity”?
3 | Complessità e cronicità
4 | L’emergenza alimentare, figlia dell’emergenza economica

5|  Quattro mura di povertà. La dimensione abitativa
nella nuova vulnerabilità economica
6 | Più forti o più deboli? Le relazioni familiari alla prova
della crisi economica
7 | Smetto quando voglio. Il trompe-l’oeil dei consumi
e dell’azzardo patologico
8 | Quelli sospesi. Gli immigrati in Italia, al bivio della crisi
 Genitori separati: bisogni intercettati
ed espressi all’interno del Circuito ecclesiale
1 | Introduzione
2 | Il focus qualitativo: “i bisogni intercettati”
3 | Il focus quantitativo: “i bisogni espressi”
Povertà nazionale, tendenze europee. Un confronto
con i dati del secondo rapporto di monitoraggio
dell’impatto della crisi economica nei “paesi deboli
dell’Unione Europea (a cura di Caritas europa)
1 | L’impatto della crisi sui paesi deboli dell’Unione Europea
2 | La risposta delle Caritas nei paesi caso-studio
3 | Valutazioni e raccomandazioni rivolte alle istituzioni europee
 Le Chiese locali contro la crisi:
le progettualità delle diocesi italiane
1 | Il quadro generale
2 | Il microcredito
3 | Fondi diocesani di solidarietà e prassi di erogazione
a fondo perduto
4 | Sportelli di consulenza per lavoro e casa
5 | Botteghe/magazzini di vendita solidale e carte acquisti
6 | … e altro ancora
7 | Modelli e strategie di intervento contro la povertà
 Il prestito della speranza
1 | Il prestito della speranza nel contesto nazionale
del microcredito
2 | Una presentazione dell’iniziativa
3 | Un focus sulle pratiche
Orizzonti di impegno, per le istituzioni e le comunità locali
1 | Un 2014 denso di aspettative e di punti di svolta
2 | Prospettive e aree di interveintervento per la Caritas
e le comunità locali

 

Gli operatori delle Caritas diocesane sottolineano l’evidente incapacità
dell’attuale sistema di welfare a farsi carico delle nuove forme di povertà, delle nuove
emergenze sociali derivanti dalla crisi economico-finanziaria. Senza dimenticare che
molte delle situazioni di difficoltà economica o di progressiva esclusione sociale che la
Caritas incontra quotidianamente sono state provocate o comunque aggravate dalle politiche
di austerity e di contenimento della spesa pubblica. Tali misure hanno determinato
nel tempo un progressivo inaridimento del welfare pubblico, in diversi settori di intervento:
la scuola, la sanità, il welfare socio-assistenziale, la previdenza, ecc..

A fronte di tale contesto, non è più sufficiente stimolare un impegno solidale delle
comunità locali. Appare sempre più necessario agire per modificare il sistema di
responsabilità istituzionali e di presa in carico dei componenti più deboli della nostra
società. Osserviamo con amarezza che il contesto esterno è diventato così escludente
da richiedere azioni di sistema, che da un lato continuino a sostenere le persone più fragili,
ma abbiano anche l’obiettivo di creare dinamiche positive a livello di aggregati politici
e territoriali, costruendo progettualità e sperimentazioni che coinvolgano il mondo economico,
il mondo sociale e le comunità in un cambiamento culturale, nell’ambito di una
prospettiva di sviluppo lungimirante, socialmente includente…(Don Francesco Soddu
Direttore)

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RELAZIONE FINALE DELLA COMMISSIONE ISPETTIVA SULL’ ATTIVITA’ SVOLTA DALLA TRIBUTI ITALIA A GRAMMICHELE. Il Consiglio Comunale Approva all’unanimità. Grammichele truffato insieme ad altri 400 comuni mentre gli ignari cittadini pagavano le tasse locali

La SAN GIORGIO S.p.A. si costituisce in fusione con l’Ausonia Servizi Tributari S.p.A. di Palermo, dal 1989 concessionaria del servizio per l’accertamento e la riscossione dell’imposta comunale sulla pubblicità e dei diritti delle pubbliche affissioni. Con Delibera di G.M. n° 98 del 14.07.2005 si approvava la rinegoziazione del contratto in essere con l’Ausonia, affidando alla San. Giorgio S.p.A. (da ora in poi “S.G.”), dal 01/01/2006 al 31/12/2008:
• La rinegoziazione e il rinnovo della concessione del servizio per l’accertamento e la riscossione dell’imposta comunale sulla pubblicità e dei diritti delle pubbliche affissioni.
• La concessione del servizio di accertamento e riscossione della TOSAP;
• La concessione del servizio di accertamento e riscossione dell’evasione in materia di ICI e TARSU;
• La concessione del servizio di riscossione e recupero coattivo delle entrate da contravvenzioni, sanzioni amministrative, oneri di urbanizzazione e costi di costruzione;
• Il servizio di riscossione coattiva del canone e dei consumi dell’acqua, del canone di fognatura e depurazione acque reflue ed accessori.
In data 05/02/2014 il Consiglio Comunale ha istituito un’apposita Commissione Ispettiva sull’attività svolta da Tributi Italia, per approfondire i fatti che hanno degenerato il rapporto tra la Concessionaria e il Comune.
La Commissione ha sentito i seguenti organi e persone presenti all’epoca dei fatti:
- Il Dottore Alfio Spinella, Responsabile del Settore Economico Finanziario pro-tempore dal 3.10.2008 al 30.11.2013;
- Il Dr. Giuseppe Compagnone, sindaco pro-tempore;
- L’Avvocato Giuseppe Purpora, legale nominato dall’Amministrazione, c/Garibaldi,
- Il Sig. Paolo Ciardo, Assessore al bilancio pro-tempore;
La commissione ha convocato più volte l’Avv. Gitto, legale nominato dall’amministrazione c/TRIBUTI ITALIA (da ora in poi “T.I.”), che non si è presentato ma è riuscito a inviare in audizione come suo delegato l’Avv.to Caramagna, che ha fornito solo dei chiarimenti di natura tecnica ma non è potuto entrare nel merito della vicenda, facendosi tuttavia portavoce con l’Avv. Gitto delle domande che la Commissione aveva da porgli.
Pur essendo stati invitati diverse volte, non sono mai stati presenti gli ex dipendenti della Tributi Italia (già San Giorgio).
La commissione ha acquisito le seguenti documentazioni:
- Relazione dell’Avv. Gitto;
- Relazione del Dottore Spinella;
- Tabelle dei riepilogativi dei tributi locali: TARSU – TOSAP – ICI – Tassa Comunale sulla Pubblicità (da ora in poi “TCP”);
- Estratto conto dei versamenti della Tributi Italia (già San Giorgio).
Dall’esame della suddetta documentazione e dalle audizioni svolte sono emersi i seguenti fatti:
- Generale disorganizzazione dell’U.O. Ragioneria, soprattutto nel primo semestre 2008, con il continuo accavallarsi di incarichi di direttori che come principale conseguenza ha distratto l’amministrazione dal necessario e dovuto controllo sulla concessionaria;
- L’ultimo versamento regolare del riscosso da parte della S.G. risale a febbraio 2007. Da marzo 2007 in poi il comune riceverà solo la rendicontazione delle attività di accertamento e riscossione effettuate dalla S.G., senza che i versamenti corrispondenti siano trasferiti alla Tesoreria comunale.
- Non risulta che all’Ente siano mai pervenute espresse rendicontazioni afferenti il servizio idrico integrato, pertanto risulta impossibile quantificare le somme che i cittadini hanno versato relativamente al servizio acquedotto. La certezza che Tributi Italia abbia riscosso il servizio idrico integrato si ha perché molti utenti, ricevuto il sollecito di pagamento da parte del settore finanziario, hanno prodotto le relative quietanze di cui beneficiaria risulta essere T.I. o ricevute a firma della Sig.ra Cinzia Gargano, dipendente della S.G., per gli anni dal 1993 al 1999. Inoltre dai dati acquisiti presso l’Ufficio Acquedotto emerge che la T.I., in data 30.11.2009 ha emesso ingiunzioni di pagamento di utenti morosi per gli anni dal 2000 al 2007 per canoni ed accessori, per un gettito di € 724.050,84.
- La quantificazione del debito della S.G. e della T.I. nei confronti del comune è allo stato attuale impossibile, stante la mancanza di rendicontazioni riguardanti il servizio idrico. Il debito della S.G. e della T.I. nei confronti dell’Ente per mancati versamenti relativi a ICI, TARSU, TCP, TOSAP e pubbliche affissioni fino al 31.12.2008 – certificato dal decreto ingiuntivo del Tribunale di Caltagirone del 27.10.2009 – ammontava a € 300.249,32. In data 03.02.2009 la T.I. ha eseguito un parziale ristoro dei versamenti dovuti con un bonifico bancario a favore di questo Ente di € 100.000,00. Per la restante somma di €200.249,32 il Comune è creditore chirografario nei confronti di T.I. in Amministrazione Straordinaria. Successivamente alla presentazione del decreto ingiuntivo, la T.I. ha provveduto ad inviare le rendicontazioni, distinte per tributo e per periodo, per le riscossioni effettuate fino al 30.06.2009. Da tali rendicontazioni si evince che nei primi 6 mesi del 2009 l’attività di riscossione della T.I. ha prodotto altri €97.879,08 di mancati versamenti relativi a ICI, TARSU, TCP, TOSAP e pubbliche affissioni, più altri €1.285,93 di sanzioni amministrative, per un totale di € 99.165,01. Tale somma non è stata inserita nel decreto ingiuntivo del Tribunale di Caltagirone in quanto le rendicontazioni relative ai primi sei mesi del 2009 sono arrivate in un momento successivo. Si tratta quindi di un credito mai richiesto, ma certificato dagli uffici.
- Con deliberazione della G.M. n°105 del 29.01.2008, viene autorizzata la stipula di apposita integrazione alla convenzione del 21.12.2005 con la S.G. per l’attività amministrativa connessa all’attuazione del condono ICI e TARSU per gli anni 2001-2006, ai sensi dell’art. 13 della L. 289/2002. Considerato che sulla base delle rendicontazioni inviate da T.I .si evidenzia come da marzo 2007 nessuna somma è stata riversata all’Ente, e considerati i solleciti del Comune a San Giorgio dei mancati versamenti per ICI e TARSU e dei mancati versamenti per l’Imposta comunale sulla Pubblicità, Pubbliche affissioni e suolo pubblico esercizio 2007 (Prot. N° 811 e 812 del 18.01.2008), alla Commissione appare opinabile che si sia voluto incaricare una società notoriamente morosa (e quindi inaffidabile) di gestire anche il condono ICI e TARSU per gli anni 2001-2006.
Riguardo la stipula della integrazione ai fini dell’attuazione del condono, si vuole anche far notare come sulla base della convenzione del 21.12.2005 con la San Giorgio, la società di riscossione si impegnava a rendere immediatamente disponibili e fruibili tutti i dati relativi alla propria attività di accertamento. Continue reading “RELAZIONE FINALE DELLA COMMISSIONE ISPETTIVA SULL’ ATTIVITA’ SVOLTA DALLA TRIBUTI ITALIA A GRAMMICHELE. Il Consiglio Comunale Approva all’unanimità. Grammichele truffato insieme ad altri 400 comuni mentre gli ignari cittadini pagavano le tasse locali” »


Il lavoro che include – Progetti sperimentali per l’inclusione sociale di soggetti in condizione di svantaggio

A cura di: Raffaele Barone, Giorgia Bonaga, Luisa Brunori, Francesco Pignataro, Sheila Scerba
Progettazione grafica e realizzazione: Silvio Di Pasquale Editore
Foto copertina: Aldo Gattuso
Foto interne: Giorgia Guzzardi

Report realizzato da
Fondazione “Microcredito e Sviluppo”
Via San Giovanni Bosco n. 36, 95041 Caltagirone
Tel/fax 0933-24684 e-mail microcreditoesviluppo@virgilio.it
www.fondazionemicrocredito.it

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“Ciascuno di noi ha un potenziale illimitato, e può influenzare la vita degli altri all’interno delle comunità e delle nazioni, nei limiti e oltre della propria esistenza (Yunus il banchiere dei poveri 1998).
Le politiche di sviluppo, nell’attuale condizione di crisi dell’intera economia mondiale, sono sottoposti a nuovi e più stringenti vincoli non solo di carattere economico ma anche di visione strategica della società e dei rapporti di comunity care.
Il crescente passivo dei bilanci statali, la riduzione dei trasferimenti agli Enti locali e delle risorse disponibili per le politiche di coesione ed inclusione socio-lavorativa, rende ancora più urgente la costruzione di modalità d’uso efficienti delle minori risorse
disponibili, oltre che una loro riqualificazione. L’esperienza del progetto “Il lavoro che include” ha fornito notevoli spunti di riflessione e di analisi sull’inserimento socio lavorativo di soggetti in condizione di svantaggio e indicato le prospettive future per l’inserimento nel mondo del lavoro di giovani, donne, immigrati, disabili individuando come strumenti specifici: il microcredito, le borse lavoro, i tirocini formativi, la cooperazione ed il metodo IPS. L’elemento di assoluta innovazione è stato, infatti, rappresentato dal fatto che le azioni hanno rispettato le attitudini e la dignità umana delle persone coinvolte, in quanto sono state abbandonate le dinamiche assistenzialiste, valorizzando le potenzialità offerte dai contesti locali e migliorando le capacità di coloro che vi hanno avuto accesso. Si è trattato di azioni tese al riconoscimento delle persone e dei loro contesti di vita, che sono stati riabilitati dentro lo spazio delle istituzioni, percepite non nella loro lontananza e neutralità bensì nel valore di prossimità e di coinvolgenza.
Questo nuovo approccio ha messo la persona al centro dell’azione, trasformandola da utente passivo in persona attiva che diviene una risorsa per l’intera comunità.

 


REPORT FORUM NAZIONALE ANNUALE SUL PROGETTO DI VISITING NELLE COMUNITA’ RESIDENZIALI ITALIANE

ROMA, 28 GIUGNO 2014

Programma della giornata
- h. 10 introduzione di Marta Vigorelli e Marino De Crescente con commenti sull’esperienza di Visiting di tutti i presenti
- h. 12.00-13.00 presentazione dell’esperienza di Visiting delle Ct siciliane
- h.13.00-14.30 pranzo conviviale
- h.14.30 – 16.30 presentazione dei risultati delle Visite del Centro e del Nord Italia con i punti di forza (area con punteggi massimi) e di criticità (aree con punteggi minimi) emersi per ciascuna terna. Proposte di modifica o di aggiunta di eventuali Item ai Manuali

Partecipanti
Marta Vigorelli – presidente Mito e realtà
Terna del Nord
Giorgia Napolitano- c.t. Rosa dei Venti
Terne del Centro Italia
Edith Stein,Il Poggio, Passaggi, Agatos, Gnosis, Urbania
Altre c.t.
Eimì, Casetta Rossa
Team di ricerca siciliano
C. Guarnacccia
A.Barbagallo

Introduzione
Il progetto di Visiting nasce dai contatti intercorsi dagli anni ’90 con le CT Francesi e Inglesi, in particolare con il Community of Communities, che applica alle comunità un sistema di verifica tra pari. Funge da modello per il Visiting italiano, pur mantenendo delle differenze, come l’enfasi sulla dimensione esperienziale, il minor costo economico per la partecipazione all’esperienza e l’incidenza della valutazione. Infatti in Inghilterra i risultati del Visiting (molto costoso) impattano sull’accreditamento e la ricezione dei fondi statali.
Questa esperienza di ricerca e verifica, rispetto ad altri strumenti, è particolarmente adatto alle C.T., perché è isomorfo alla complessità delle comunità stesse, inoltre ne valorizza le singole peculiarità strutturali.
Il Manuale inglese è stato tradotto, integrato con il manuale QUASM e adattato alla cultura italiana aggiungendo items relativi alla famiglia, ad aspetti clinici individuali, al clima terapeutico e alla relazione con i Servizi pubblici.
Il Manuale è ancora in progress, l’opinione di chi lo adotta è importante, perché permette l’evoluzione e il cambiamento del Manuale stesso, la validazione statistica non è ancora avvenuta per non comprometterne la suddetta flessibilità.
I risultati esperienziali del Visiting ne hanno definito l’utilità, declinata anche nel desiderio di conoscersi tra i diversi operatori, che funge da stimolo alla trasformazione e crea rete di confronto, di scambio e di trasmissione di “buone” pratiche. Il confronto si svolge rigorosamente tra pari al fine di eliminare la persecutorietà che caratterizza molti progetti di valutazione e ricerca.
Attualmente in Italia le comunità interessate a questa esperienza stanno aumentando, quindi Mito&Realtà sta preventivando la strutturazione di un corso di formazione per coordinatori esterni.
Inoltre ci si interroga sulle discrepanze tra i risultati dei dati quantitativi e l’impressione soggettiva, qualitativa, degli operatori durante le Visite delle C.T., nettamente superiore; questo sottolinea i limiti della quantificazione.
Emerge la riflessione sull’utilità delle recenti modifiche apportate alla procedura, che difatti prevede un momento di raccoglimento tra i rappresentanti delle delegazioni, per creare una separazione momentanea “tra il dentro e il fuori” che permette un’analisi più approfondita. La procedura che scandisce la giornata negli ultimi tre anni è diventata più rigorosa e questo ha aumentato la produttività del Visiting stesso.

Dibattito
Le problematiche comuni a tutte le comunità, emerse dai progetti di Visiting, sono le seguenti:
- difficoltà nell’estendere la partecipazione a tutte le componenti, come il gruppo famiglia e il gruppo pazienti. Solo il team siciliano ad oggi riesce a includere tutti
- la partecipazione del responsabile, che nelle C.T. private è anche il proprietario, è probabile che in molti casi riduca la comunicazione sincera delle criticità
- il Vivacom non tocca il tema della leadership, Mito&Realtà ha costruito uno strumento apposito per indagarne lo stile, insieme alla capacità di lavoro in gruppo e al clima emotivo, ovvero il Community Fonctionning Questionnaire-Image CFQ-28i (vedi sito www.mitoerealta.org)
- il tempo, spesso condensato, non permette l’approfondimento di tutti gli aspetti delle aree indagate
- la difficoltà di coinvolgimento delle C.T. pubbliche nel processo, che invece sarebbe utile per avviare un confronto stimolante tra realtà diverse. Inoltre, se il Visiting resta confinato alle strutture private, rischia di diventare un satellite isolato. La Dottoressa Vigorelli ricorda che nella terna del Nord hanno presenziato ben due C.T. pubbliche, comunità che hanno assimilato una cultura psicodinamica attraverso una lunga formazione e capi Dipartimento che ne hanno sollecitato la diffusione.
In relazione ai suddetti problemi viene notato quanto segue.

In assenza del leader durante il Visiting non si può eliminare il suo “fantasma”. Nelle C.T. inglesi la risoluzione ha comportato la suddivisione del processo in diversi step successivi: incontri tra ospiti, incontri tra operatori, incontri tra ospiti e operatori insieme e infine l’incontro con il responsabile. Questo permette che tutti abbiano il giusto spazio d’espressione.
Il team dei siciliani invita puntualmente il leader solo nella fondazione della terna, per lasciare poi la massima libertà di espressione e movimento agli operatori.

Spesso le famiglie non sono state invitate a partecipare al Visiting, anche perché nel modello inglese non sono comprese, ma la cultura di riferimento è molto diversa e quindi anche le esigenze. Le Dottoresse Guarnaccia e Barbagallo sottolineano che l’introduzione delle famiglie nel processo di valutazione, ha dato un valore aggiunto molto positivo alla loro esperienza.

Nelle terne del corrente anno è emersa significativamente la permeabilità delle C.T. ai luoghi in cui sono locate, infatti prendono spunto dalle caratteristiche ecologiche della realtà in cui sono insediate per strutturare la propria identità.

In riferimento alla problematica delle tempistiche, il team siciliano fa perdurare la giornata di Visiting fino alle 19:00, questo amplifica le probabilità di approfondire i temi. Al contrario nelle terne del nord e centro la conclusione è avvenuta alle 17:30, e alle 15:00 nelle C.T. per adolescenti. La conclusione precoce è stata effettivamente un limite percepito, ma risulta organizzativamente molto complesso aggiungere ore all’esperienza. In relazione al tempo viene riportata la necessità, sostenuta da alcune C.T., di strutturare la giornata anche in funzione dell’importante presenza degli ospiti, che hanno esigenze differenti.

In merito all’assenza delle C.T. pubbliche, si evidenzia la necessità di mapparle e contattarle.

Vengono sottolineati anche molti aspetti positivi del Visiting, quali:
- Incentiva la riflessione e la responsabilizzazione degli operatori
- struttura una rete che perdura inserendo le comunità in un sistema più ampio
- fa nascere momenti di approfondimento sulle tematiche emerse nella discussione con la realizzazione di 2 tavole rotonde nel 2012, (Psicoterapia dentro o fuori la CT) 2013 (Eros e sessualità)
- Apre alla conoscenza e allo scambio di nuovi strumenti diagnostici e di monitoraggio del processo terapeutico (vedi sito)
- la dinamicità costante: il Visiting adotta un manuale in progress, non rigido e fisso, quindi il progetto assume una flessibilità capace di adattarsi alle peculiarità delle C.T., per coglierne chiaramente i processi di cura.
Le caratteristiche principali che determinano il valore del Visiting sono sia l’affrontare in modo collettivo (operatori e delegati insieme) molti passaggi che promuovono riflessioni e la promozione di un processo democratico. La democrazia è insita nello scambio tra pari, i ruoli vengono messi da parte. E’ un modello di valutazione circolare e dinamico, diverso dai molti processi di verifica calati dall’alto che già esistono.

Proposte
Per dare continuità al Visiting si suppone di introdurre le etichette di certificazione “bronzo, argento e oro” da apporre sul sito e sulla documentazione con l’anno di acquisizione, che vengono elargite in seguito al raggiungimento degli obiettivi annuali esplicitati a fine Visiting. Dall’anno prossimo gli obiettivi dovranno essere 5, legati a 5 indicatori fondamentali dei Manuali risultati come critici e scelti in base alla verificabilità.
Il team siciliano sta mettendo a punto una procedura condivisa per la trasmissione formalizzata della “buona pratica”. Gli operatori sono tenuti a trasformare i propri punti di forza in protocolli, per farli avere alle C.T. che hanno difficoltà in quell’aspetto, al fine di promuovere lo scambio e l’insegnamento reciproco strutturato.

Il team siciliano presenta il proprio modello
Il team presentato da Agata Barbagallo e Cinzia Guarnaccia, è nato dalla collaborazione tra l’Università di Palermo, Il laboratorio di Gruppo Analisi e Mito&Realtà, riesce a includere familiari, utenti e la residenzialità leggera. Ha declinato il Manuale in modo tale che incontri le esigenze dei diversi partecipanti (Utefam, Vivafam e Vivagrap). Per svolgere il lavoro ha creato un coordinamento con responsabilità diverse e suddivise tra i membri. Utilizzano diversi strumenti per integrare le informazioni, tra cui GAS-SET, che invita a ragionare su variabili terapeutiche, e il Questionario di orientamento alla Recovery.
Per selezionare le terne, scelte preferibilmente tra territori distanti per creare maggiore confronto, viene organizzata una giornata di lancio del processo, in cui vengono illustrate tutte le fasi ai responsabili e ai proprietari delle diverse comunità invitate. Per il 2014 i tempi si sono rallentati per l’emergere di problemi istituzionali che hanno coinvolto la Sanità della regione Sicilia e che mettono a rischio i finanziamenti alle comunità residenziali.
Ricordano le difficoltà rinvenute nella somministrazione del Manuale online: ha avuto un esito negativo.
Illustrano un recente cambiamento nell’analisi dei dati: i punteggi sono espressi in percentili e non più con le sole medie; i percentili vengono restituiti alle terne durante il forum finale e su di essi si definiscono gli obiettivi.
Presentazione c.t. centro e nord
La terna sembra essere la giusta unità di analisi, perché permette la non collusione e la non simbiosi. Vengono presentati i punteggi di due terne: Terna Nord Adulti: Villa Gatta, Badile, Orizzonti; Terna Nord Adolescenti: Artelier, Piccola Stella, Rosa dei Venti; Terna Centro Adulti: Agatos, Gnosis, Urbania, Terna Centro Adulti: Passaggi, Edith Stein, il Poggio.
Osservando i risultati si evince che i punti più critici tra le comunità osservate sono il rapporto con i Servizi Pubblici, spesso discontinuo o conflittuale, e la ricerca.
Relativamente ai Servizi, la responsabilità non ricade integralmente sulle comunità, che però possono impegnarsi nella sollecitazione delle comunicazioni.
Sulla ricerca, una possibile risoluzione, potrebbe consistere nel creare e rafforzare un legame con le università, aprendosi così a progetti di tesi sperimentali.
I punti di forza rilevati all’unanimità sono quelli relativi al Clima e confort ambientale, alla relazione tra operatori e ospiti e l’attenzione costante al processo di cura sia individuale che gruppale.

Proposte di modifica degli items
SCIA
- Aggiungere lo spazio per le note
- Aggiungere la possibilità di esprimere i punteggi 8 (requisito con cui non si concorda) e 9 (requisito non pertinente)
VIVACOM
- Item 3.1, al posto di “tutti”, scrivere “l’equipe contribuisce a creare un clima sensoriale, emotivo e relazionale sicuro nella vita quotidiana”
- Aggiungere un nuovo item nell’area 3 relativo alla condivisione del pasto tra operatori e pazienti, come è già presente nello SCIA
- Sottolineare ulteriormente il tema del rispetto per i pazienti in relazione al gruppo degli operatori, senza colpevolizzarlo, ad esempio: “tutti gli operatori sono messi nelle condizioni di rispettare pienamente gli ospiti”
- Evidenziare la presenza dell’anagrafica da compilare
ENTRAMBI GLI STRUMENTI
- Aggiungere un item relativo al dopo CT, per esempio: “E’ prevista una verifica successiva delle condizioni del paziente”
- Esplicitare la possibilità di rifiutare un ingresso
- Aggiungere un item sull’eventuale presenza di strumenti informatici.


The Mental Health Europe Bucharest Manifesto “Beyond the bio-medical paradigm of DSM and ICD diagnostic systems”

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Neuroscienza sociale come una scienza base ideale per la psichiatria

di Mario Maj
Dipartimento di Psichiatria Università di Napoli SUN Napoli, Italia

Traduzione di Michele Lauria

Editorial  “Social neuroscience as an ideal basic science for psychiatry” di Mario Maj Editor

della rivista Official journal of the World Psichiatric Association (WPA) June 2014

E’ stato spesso affermato che noi esseri umani viviamo “in due mondi” un mondo di cause fisiche e biologiche al quale appartiene anche il nostro cervello e un mondo di significati, simboli, contesti discorsivi e relazioni interpersonali.
Ciascuno di questi mondi ha i propri processi e le proprie leggi, che possono essere studiati separatamente e sono stati studiati separatamente per vari secoli. Da un lato, c’è il dominio delle neuroscienze, nel quale il cervello è stato frequentemente studiato come una “macchina biologica”, isolato dalle influenze sociali. Dall’altro lato c’è il dominio delle scienze sociali, nel quale il mondo delle relazioni umane è stato di solito esplorato ignorando i processi del cervello, come se fossero totalmente irrilevanti.
La psichiatria e in generale la questione dei disordini mentali sono stati messi in mezzo da questo dualismo. Le visioni psicosociali e neurobiologiche dei disordini mentali si sono confrontati l’un l’altro per molte decadi, non solo nella letteratura scientifica e profana, ma anche nella percezione di persone con quei disordini, che spesso concettualizzano i loro problemi in o essenzialmente biologici o in termini essenzialmente psicosociali. La specificità della perizia psichiatrica e il bisogno di un linguaggio e discorso psicopatologico specifico sono stati spesso messi in discussione e la psichiatria è stata messa in guardia in maniera ricorrente sia dal diventare una “neuroscienza clinica”, rimpiazzando la psicopatologia descrittiva dalle misure comportamentali e neurobiologiche, perché i disordini mentali sono ovviamente “malattie del cervello”, che dall’adottare un paradigma psicosociale, concettualizzando disordini mentali in termini di responsi comprensibili per avversare situazioni ambientali o relazioni interpersonali problematiche.
Che i due su menzionati mondi esistono, che essi possono essere studiati separatamente, e che essi non possono essere ridotti l’un l’altro, o pienamente spiegati l’uno attraverso i concetti che sono specifici per l’altro, non sembrano esserci dubbi. Ma che essi siano indipendenti l’uno dall’altro appare oggi non plausibile. L’esistenza del mondo dei significati, simboli e relazioni interpersonali nelle quali noi esseri umani siamo immersi è reso possibile solo dalla complessità del nostro cervello.
I processi del cervello coinvolti nell’implementazione di vari aspetti del comportamento sociale (per esempio, la generazione e la ricezione di segnali sociali facciali e non facciali; la percezione e la comprensione di affermazioni mentali di altri; l’auto-regolazione delle emozioni in contesti sociali; lo sviluppo e il mantenimento di legami sociali) adesso si stanno spiegando. Inoltre, adesso è chiaro che non solo il danneggiamento cerebrale o la disfunzione può inficiare il comportamento sociale, ma esperienze sociali precoci possono inficiare lo sviluppo, la struttura e il funzionamento del cervello, e quindi, condizionare il responso susseguente dell’individuo rispetto a eventi sociali.
Molti disordini mentali emergono più probabilmente da un interscambio dinamico tra i su menzionati “due mondi”, cosicché non solo né le disfunzioni neurali né le relazioni interpersonali problematiche possono pienamente “spiegare” quei disordini, ma anche identificare ciò che è “primario” e ciò che è “secondario” può essere spesso un esercizio inutile e fuorviante.
Questo è il motivo per cui l’area interdisciplinare della neuroscienza sociale è di tale importanza e interesse per la psichiatria, essendo la “scienza base” che più si avvicina alla natura integrativa della psichiatria come disciplina clinica. E questo è il motivo per cui per secoli c’è stato un disprezzo reciproco e talvolta un confronto polemico tra neuroscienze e scienze sociali e che una volta applicata alla psichiatria ciò può diventare adesso un’interazione fruttuosa, che genera modelli nuovi e strumenti di ricerca così come nuovi fenotipi intermedi, e che possibilmente contribuiscono a superare la stagnazione corrente nello sviluppo di interventi psichiatrici nuovi.
Noi esseri umani siamo “soggetti organizzati”, cioè il nostro esistente come oggetti (o corpi, che includono cervelli) in un mondo fisico e come soggetti in un mondo interpersonale sono inestrinsecabilmente interconnessi. Di conseguenza i disordini mentali richiedono una cornice di ricerca interdisciplinare (esemplificata dalla neuroscienza sociale) e un’esperienza clinica integrativa (fornita dalla psichiatria).
Il fatto che noi siamo “soggetti organizzati” è ovviamente rilevante non solo per la psichiatria, ma per tutta la medicina. Le malattie fisiche, anche se inequivocabilmente collocate nel corpo, possono spesso avere una componente interpersonale nella loro determinazione, nelle manifestazioni e nel decorso. Questa componente può aver bisogno di essere riconosciuta in certificazioni (valutazioni) cliniche, presa in considerazione nella gestione (così come nell’interpretazione del responso del trattamento) ed esplorata attraverso la ricerca informata dalla neuroscienza sociale (cioè la rivalutazione di eventi emozionali avversi in persone con malattie cardiovascolari).
In questa luce, la psichiatria può cessare di rappresentare una ”eccezione” nel reame della medicina, e diventare anche un “modello” su cui riflettere e da cui imparare.